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Magnavox Odissey
Magnavox Odissey è una console del 1972. Fu creata da Ralph Baer e commercializzata da Magnavox.

StoriaModifica

L'Odyssey venne progettata da Ralph Baer che lavorò sul prototipo e lo terminò per il 1968 dopo avere sperimentato con un gioco intitolato Bucket Filling Game. Il prototipo è conosciuto dagli appassionati come la Brown Box ed è custodito nel National Museum of American History dello Smithsonian Institution a Washington. Le vendite iniziarono nell'agosto del 1972 e terminarono nel 1975.

FunzionamentoModifica

Mentre molti collezionisti considerano la Odyssey analogica piuttosto che digitale (a causa dell'aggiunta di un circuito analogico per l'output ed il controllo del gioco, e l'uso di componenti elettronici), Baer disse che lui riteneva che la console fosse digitale. I segnali elettronici scambiati tra le varie parti (generatore della palla e dei giocatori, generatori dei segnali di sincronizzazione, matrice di diodi, ecc.) erano binari.[4] I giochi e la stessa logica era implementata in DTL, un comune componente digitale pre-TTL che utilizzava transistor discreti e diodi. Il sistema era alimentato da batterie. La Odyssey mancava delle capacità audio, cosa che è stata corretta nei diversi "sistemi simil-Pong" rilasciati anni più tardi, tra cui le stesse console simil-pong rilasciate successivamente dalla stessa Magnavox e chiamate sempre Odyssey (Odissey 100, 200 ecc...). Ralph Baer propose una estensione sonora a Magnavox nel 1973, ma l'idea venne rifiutata. L'Odyssey usa un tipo di circuito stampato rimovibile che si inserisce in uno slot simile a quello degli slot per cartucce; queste non contengono nessun componente ma hanno una serie di interruttori (jumpers) tra i piedini del connettore del circuirto stampato. Questi interruttori interconnettevano i diversi generatori di logica e di segnale per produrre rispettivamente la desiderata logica di gioco e l'uscita a video. Il sistema veniva venduto con gli sfondi del gioco trasparenti che il giocatore poteva applicare al display del proproprio televisore per simulare una grafica a colori, anche se erano supportate solo due diverse dimensioni di televisore. Alcuni di questi sfondi potevano perfino essere usati con le stesse cartucce, anche se usando differenti regole di gioco. Veniva venduta anche con dei dadi, fiches del poker e fogli per aiutare a tenere i punteggi: molto simile ad un tradizionale gioco da tavolo. Ralph Baer propose anche il concetto di "cartucce attive" che avrebbero contenuto componenti elettronici addizionali permettendo di aggiungere capacità aggiuntive ai giochi come per esempio effetti sonori, posizione variabile della rete, settaggio della velocità della palla, ecc. Sfortunatamente l'idea non suscitò alcun interesse. A posteriori, si potrebbe ipotizzare che tutti i produttori di cartucce con memoria ROM avrebbero potuto essere costretti a pagare i diritti alla Sanders Associates se Ralph Baer avesse brevettato le sue "cartucce attive".